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19° giorno. Kingston Lacy

Ci rimanevano solo due giorni di viaggio e abbiamo deciso di sfruttarli con più calma cercando di fare meno visite e meno chilometri rispetto ai giorni anteriori, così siamo andati a visitare la residenza di Kingston Lacy che ci aspettava con alcune sorprese, come il museo egizio e l’obelisco di Philae e un sarcofago nei suoi giardini.

Kingston Lacy

Pur non possedendo le dimensioni di Downton Abbey, Kingston Lacy è un’altra splendida magione che merita una visita di un giorno intero per passeggiare all’interno della casa e nei suoi giardini dove, oltre che godere della natura, abbiamo scoperto scampoli di storia egizia e inglese e riferimenti ad alcune ricerche astronomiche.

La magione e gli edifici annessi

Il complesso di Kingston Lacy è composto da vari edifici: le antiche scuderie e rimesse, dove attualmente si trovano il bar e il negozio del National Trust, vari magazzini e i laboratori della servitù, in cui sono state ricreate la lavanderia e la sala di cucito.

Tramite le stradine che collegano i vari edifici si arriva fino alla magione, costruita con l’intento di somigliare a una reggia italiana.

Kingston Lacy fu la residenza della famiglia Bankes dal 1663 al 1981, anno in cui è diventata di proprietà pubblica. Sir John Bankes, un’alta carica durante il regno di Carlo I d’Inghilterra, acquistò il castello di Corfe nel 1634 e l’anno seguente aggiunse una proprietà vicina conosciuta come Kingston Lacy. Dopo la guerra civile inglese (1642-51) e la distruzione del castello, i Bankes decisero di trasferirsi a Kingston Lacy.

Fu suo figlio Ralph che nel 1663 decise di costruire una nuova residenza sui terreni di Kingston Lacy. L’immagine attuale della magione si deve a Sir Henry Bankes “il giovane” e suo figlio William John, i quali, con l’aiuto dell’architetto Robert Furze Brettingham, ristrutturarono l’edificio intorno al 1780.

Al suo interno è quasi tutto sorprendente: i pavimenti e le scale di marmo, le sculture, i soffitti a volta, le grandi finestre e un enorme lucernario che illumina gran parte della casa. C’è una grande quantità di dettagli della vita quotidiana e della storia dei Bankes, incluse lettere, appunti e fotografie.

Non c’è un solo angolo della casa che paia vuoto: lo studio, i saloni, la biblioteca, le camere da letto, ecc. La decorazione è stata curata fino al minimo dettaglio: modanature, oggetti vari, greche, pareti ricoperte da carta da parati, legno o cuoio, ecc. In alcuni momenti non si sa dove guardare per far riposare gli occhi.

La collezione d’arte che si trova all’interno della casa toglie quasi il fiato. Si potrebbe allestire un intero museo solo con i dipinti che vi sono esposti, con opere originali di Rubens, Van Dyck, Tiziano e Brueghel. C’è inoltre una sala chiamata “sala spagnola” che ospita originali di Velázquez, Espinosa, Ribalta, Alonso Cano, Luis de Morales e varie opere attribuite a Murillo (ma la loro autenticità non è confermata).

Una delle sale possiede un enorme affresco sul soffitto, la Separazione della luce dalle tenebre di Guido Reni, che è stato ritirato per vent’anni e reinstallato nel 2004 dopo il suo restauro. Quest’ultimo è stato possibile grazie a donazioni pubbliche (è la prima volta nella storia a essere restaurato un affresco di una collezione privata).

Un’altra curiosità è data da una delle camere del piano superiore che ricorda l’interno della tenda in cui alloggiava Napoleone durante le sue campagne militari in Europa; è una delle poche con questo stile rimaste nel mondo.

Il museo egizio

Come se non bastasse, quasi alla fine del percorso dentro la residenza siamo arrivati alla Sala Egizia, la quale possiede la maggior collezione privata di oggetti dell’Antico Egitto del Regno Unito.

Sì, è solo una stanza, però al suo interno si possono ammirare geroglifici, statue, gatti di bronzo, galli, scarabei, la testa mummificata di un coccodrillo del Nilo e 25 stele (iscrizioni funerarie) di Deir el-Medina, che William Bankes riportò dal suo viaggio in Egitto nel 1818.

Comunque, i pezzi più grandi che si portò indietro si trovano nei giardini: un obelisco e una sarcofago di pietra.

I giardini

È impossibile percorrere in un solo giorno tutti i giardini, boschi e sentieri di Kingston Lacy, tenendo anche conto il tempo necessario per visitare la casa. Ci siamo così dovuti limitare a percorrere solo i cammini e i giardini più vicini all’edificio principale.

Durante la nostra passeggiata abbiamo ammirato il parterre di fiori davanti alla facciata est della residenza (n. 3 della cartina alla fine del capitolo), i giardini del piacere in cui si trovano l’obelisco di Philae e il sarcofago di Amenemope (n. 2), il giardino infossato (n. 5), l’obelisco del giubileo e il bosco cieco (n. 6) e infine i giardini giapponesi (n. 9). Ormai di ritorno, siamo passati nei pressi del felceto vittoriano (n. 4) e, vicino all’uscita, nel giardino delle rose (n. 1).

La passeggiata è senza dubbio meritevole. Ogni giardino e sentiero possiede un incanto unico, però dove siamo rimasti più a lungo, seduti sulle sedie a sdraio messe a disposizione dei visitatori, è stato nei giardini del piacere, dove si trovano l’obelisco e il sarcofago e dai quali si ha una splendida vista sulla magione.

William Bankes incontrò l’obelisco nel tempio di Iside, sull’isola di Philae nel Nilo, durante un viaggio d’esplorazione nel 1815 e, dopo averlo acquistato, lo fece trasferire per installarlo nei giardini della sua residenza. Misura 6,7 m di altezza e per spostarlo furono utilizzati carri destinati al trasporto di artiglieria pesante tirati da 19 cavalli.

Dallo stesso sito, Philae, proviene il sarcofago di pietra, privo del suo occupante, che si trova vicino all’obelisco. Fu la tomba di Amenemope, faraone della XXI dinastia dell’Antico Egitto, che governò dal 993 al 984 a.C. È curioso trovare questo resto archeologico in mezzo a un prato e senza nessuna spiegazione aggiuntiva.

L’obelisco di Philae e la cometa 67P

Perché è così importante l’obelisco di Philae? Semplicemente perché i geroglifici e le iscrizioni greche incisi su di esso aiutarono gli studiosi del XIX secolo a svelare i segreti della Stele di Rosetta e, di riflesso, a decifrare la scrittura dell’antico Egitto. Tra le varie iscrizioni, l’obelisco porta anche i nomi di Tolomeo VII, Tolomeo VIII Evergete II e Cleopatra III, sua seconda sposa.

All’entrata di Kingston Lacy ci sono alcuni pannelli esplicativi della missione Rosetta della ESA (Agenzia Spaziale Europea) che ha l’obiettivo di studiare la composizione delle comete che vagano nello spazio. In particolare, il lander che il 12/11/2014 è atterrato sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko porta il nome di Philae in onore dell’obelisco.

Dopo dieci anni di viaggio, l’ESA è riuscita a far atterrare Philae su una cometa che orbita intorno al sole a una velocità di 135.000 km/h, tra le orbite di Giove e della Terra, e da allora invia dati per essere studiati attraverso i sensori Tolomeo, la strumentazione incaricata di analizzare la composizione della cometa.

Mappa della visita:

Mappa della visita a Kingston Lacy

KINGSTON LACY
National Trust
Gestito dal National Trust

Ingresso: 13,00 £
Orari: dalle 11:00 alle 17:00, cambiano molto tra l’estate e l’inverno (consultare il sito web)
Indirizzo: Wimborne Minster, BH21 4EA
Coordinate GPS: 50.811126, -2.031547
Maggiori informazioni: Kingston Lacy – National Trust

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